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Tre possibili ostacoli che bloccano la psicoterapia e come superarli

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A volte il percorso della psicoterapia si blocca e ci fa sentire in un vicolo cieco, facendoci venire voglia di abbandonarlo anche se non abbiamo ottenuto il risultato sperato.

Ecco tre possibili ostacoli che “bloccano” la psicoterapia e come superarli.

1. AspeDott.ssa Carlotta Cristiani - Psicologa Bologna - Tre possibili ostacoli che bloccano la psicoterapia e come superarlittare che il terapeuta ci guarisca.
       Quando ci rivolgiamo allo psicologo, molti di noi si aspettano che il suo consiglio, le sue spiegazioni e le sue prescrizioni saranno sufficienti per guarirci. Finiamo quindi per assumere un atteggiamento passivo e dipendente, avvicinandoci alla psicoterapia come se fosse un intervento chirurgico e pensando: “Ora mi sdraierò, il medico individuerà il mio male e lo estirperà”. In questo modo, la psicoterapia può andare avanti per anni mentre noi aspettiamo un consiglio o un’interpretazione che improvvisamente rischiari il buio. Nel frattempo, lo psicologo si chiede, perplesso, perché non sia ancora avvenuto alcun cambiamento, nonostante gli spunti interessanti che sono emersi.

       La fantasia del terapeuta onnipotente è abbastanza diffusa tra coloro che intraprendono una psicoterapia e, a volte, è lo psicoterapeuta stesso che la alimenta dando consigli, spiegazioni, istruzioni o assumendosi la totale responsabilità del progresso terapeutico. Chi si è trovato nella situazione in cui lo psicologo fa tutto e il cliente si limita ad aspettare passivamente che succeda qualcosa probabilmente ha imparato una preziosa lezione: lo psicologo non è in grado di cambiare nessuno! Il cambiamento non deriva da ciò che il terapeuta “fa” a noi ma arriva quando noi facciamo qualcosa di diverso.

      I bambini e i neonati dipendono dagli altri per sopravvivere e l’atteggiamento passivo e dipendente con cui molti di noi approcciano la psicoterapia potrebbe essere un residuo di quel bisogno. Il desiderio di un terapeuta potente che, come per magia, risolve tutti i problemi continua ad esistere anche quando siamo adulti perché, a volte, non è stato soddisfatto durante la nostra infanzia.

 

                                     

   Il cambiamento non deriva da ciò che il terapeuta “fa” a noi ma arriva quando noi facciamo qualcosa di diverso

                                                                          

 

    Tuttavia, crescere significa anche imparare a mobilitare le nostre risorse di fronte a un problema o a una sfida. Lo psicologo può aiutarci a creare le condizioni perché ciò avvenga ma non può farlo al  posto nostro. Se stai aspettando che il terapeuta faccia tutto il lavoro al posto tuo o hai la sensazione che sia invece lo psicologo a rinforzare questo stato di cose, assumere un atteggiamento passivo e dipendente può finire per bloccare il progresso della terapia. Parlane con il tuo psicologo!

 

2. Cercare di cambiare la realtà
     Proprio come lo psicologo non può cambiare le persone , la psicoterapia non può cambiare la realtà. Alcuni di noi iniziano una psicoterapia con il desiderio, a volte inconsapevole, di cambiare alcune situazioni difficili che stiamo affrontando. Chiediamo quindi al terapeuta di insegnarci “strategie comunicative” per affrontare un padre freddo e distante o un partner ostile. In altre parole, ci aspettiamo che la nostra psicoterapia risolva problemi di altre persone!

 

                                                                           
    Se lo scopo della terapia è imparare a cambiare o controllare una situazione o una persona allora la terapia è destinata a fallire.

                                                                                                

 

Naturalmente molti dei problemi che ci spingono a consultare uno psicologo derivano dalle difficoltà che incontriamo nell’affrontare la realtà e dalle emozioni e i pensieri che a questa difficoltà sono collegati. La cosa migliore è quindi imparare a non evitarli e a gestirli invece che inseguire la fantasia di una realtà perfetta che possiamo controllare e modificare a nostro piacimento. Se la psicoterapia finisce per focalizzarsi sul desiderio di cambiare o controllare un’altra persona o una situazione che sfugge al nostro controllo, la sensazione di “blocco” che percepiamo continuerà finché non cambieremo il nostro “focus”, indirizzandolo verso ciò su cui abbiamo il controllo, ossia sul modo in cui noi percepiamo le situazioni esterne e sul nostro modo di reagire ad esse.


3. Soddisfare un bisogno o un desiderio di qualcun altro
    A volte chi intraprende una psicoterapia , lo fa per soddisfare la richiesta di un’altra persona, ad esempio di un partner o di un genitore. Situazioni simili possono limitare l’efficacia della psicoterapia per svariate ragioni.

 

                                                                   
    Se la psicoterapia finisce per focalizzarsi sul desiderio di cambiare o controllare un’altra persona o una situazione che sfugge al nostro controllo, la sensazione di “blocco” che percepiamo continuerà finché non cambieremo il nostro “focus”, indirizzandolo verso ciò su cui abbiamo il controllo, ossia sul modo in cui noi percepiamo le situazioni esterne e sul nostro modo di reagire ad esse

                                                                                            


    Uno dei principali ostacoli è l’assenza di una motivazione intrinseca necessaria a raggiungere gli scopi che la psicoterapia si prefigge. Chi si rivolge allo psicologo perché spinto da altri difficilmente metterà nel lavoro con il terapeuta l’impegno e l’energia necessarie a ottenere un cambiamento. Potrebbero anche ritenere di non aver alcun problema o ritrovarsi a lavorare verso un obiettivo che non è il loro ma di chi li ha spinti a iniziare un percorso. Oppure potrebbero decidere di cambiare per fare felice l’altra persona ma il cambiamento ottenuto sarebbe solamente passeggero e superficiale.
    Se non abbiamo iniziato una psicoterapia di nostra spontanea volontà, il rischio di un “blocco” lungo il percorso è molto alto. Se sentiamo che stiamo solo realizzando un desiderio altrui o stiamo boicottando la terapia per sfidare chi ci ha "costretto" a intraprenderla, parliamone con lo psicoterapeuta. Insieme potremo individuare nuove strade che porteranno ai risultati che noi desideriamo.

    Se alcune di queste situazioni ti sembrano familiari , affrontale subito con il tuo terapeuta. Insieme troverete un modo per superare gli ostacoli ai quei progressi che caratterizzano l’andamento di una psicoterapia efficace.

 

Fonti www.goodtherapy.org

 

                                                                                            

La psicoterapia basata su Mindfulness e Acceptance and Commitment Therapy è uno strumento fondamentale per apprendere un modo alternativo di gestire ansia e depressione. Se hai una domanda o un dubbio o vuoi un’informazione puoi utilizzare il form presente in fondo alla pagina.

Dott.ssa Carlotta Cristiani psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale di terza generazione (psicoterapia basata sulla Mindfulness e Acceptance and Commitment Therapy) a Bologna. Sostegno psicologico e percorsi di psicoterapia individuale finalizzati alla gestione di ansia e depressione.

                                                                                                                                       


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