Che cos’è la terapia cognitivo comportamentale?

La terapia cognitiva comportamentale (per comodità abbreviata in TCC) è una forma di psicoterapia che ci aiuta a individuare e a modificare quei modi di pensare (aspetto cognitivo), quelle emozioni e i quei comportamenti (aspetto comportamentale) dannosi per la nostra salute fisica e mentale e che spesso sono alla base dei più comuni disturbi psichici.

Supportata da una vasta letteratura scientifica in continua evoluzione, è considerata l’approccio di elezione nel trattamento di numerosi disturbi psicologici, in particolare i disturbi dello spettro ansioso, depressivo e ossessivo compulsivo.

La TCC si basa sul presupposto che i nostri pensieri, soprattutto quelli automatici e di cui non sempre abbiamo consapevolezza, condizionano il modo in cui noi percepiamo noi stessi e la realtà che ci circonda e queste percezioni influenzano il modo in cui noi interagiamo con l’ambiente.

Pur non ignorando l’influenza degli eventi passati, la TCC si avvale di strategie orientate al problema e si focalizza sul qui e ora, ossia su problemi o situazioni presenti, e ha come scopo principale la ricerca delle strategie utili a gestirli in modo più funzionale al nostro benessere psicofisico.

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La terapia cognitiva

Secondo l’approccio cognitivo i disturbi psicologici, quali ad esempio ansia e depressione, sono causati da una valutazione distorta che diamo di quegli stimoli (eventi esterni) che suscitano in noi emozioni difficili da gestire, quali ad esempio paura o vergogna.

La premessa fondamentale della terapia cognitiva è infatti che il pensiero influenza le emozioni e che la nostra risposta emotiva a una determinata situazione dipende dalla valutazione che noi diamo di quella situazione. A sua volta, la valutazione che noi diamo di una determinata situazione ci spinge ad adottare un comportamento piuttosto che un altro.

Per meglio comprendere l’interazione tra situazione, emozione, pensiero e comportamento prova ad immaginare la scena seguente:

Stai percorrendo una strada familiare, nel tuo quartiere, per dedicarti ad una giornata di relax e di compere. Dall’altro lato della strada vedi un tuo conoscente. Gli sorridi e gli fai un cenno di saluto con la mano. Lui non risponde e prosegue per la sua strada senza alcun cenno di aver notato la tua presenza.

Quali sono le emozioni che provi, i pensieri e le immagini che ti passano per la mente in quel momento? Probabilmente penserai che la risposta a questa domanda è ovvia ma in realtà non è così! Perché ciò che proviamo in una determinata situazione dipende dall’interpretazione soggettiva che noi diamo a quella situazione. Nel caso della nostra scena dunque, tutto dipende dal perché noi pensiamo che il nostro conoscente ci ha ignorato.

  • Se pensiamo che il nostro conoscente ci ha ignorato perché non gli piacciamo diventeremo tristi, depressi e con la sensazione di essere stati rifiutati. Probabilmente rinunceremo alle nostre compere, torneremo a casa e in futuro eviteremo quella persona.
  • Se invece pensiamo che il conoscente non ci ha visti perché tutto preso dalle sue preoccupazioni o perché aveva dimenticato gli occhiali non proveremo tristezza o depressione ma preoccupazione. Andremo quindi dal nostro conoscente per assicurarci che stia bene.

La stessa situazione ha portato quindi a due risultati molto diversi, a seconda della valutazione che abbiamo dato di essa.

Nella prima situazione siamo saltati a una contusione senza averne le prove. Questo ha causato sensazioni spiacevoli e ci ha spinti ad adottare un comportamento dannoso per noi stessi. Se torniamo a casa in preda alla tristezza ci soffermeremo a pensare all’accaduto e staremo peggio. Se invece, come nel secondo esempio, andremo a parlare con il nostro conoscente avremo la possibilità di correggere l’equivoco riguardo a ciò che quella persona pensa di noi e ciò ci farà stare meglio.

Lo scopo principale della TCC è spezzare il circolo vizioso tra pensieri, emozioni e comportamenti dannosi. Quando saremo in grado di vederli in modo chiaro allora saremo in grado di modificarli e cambiare il nostro modo di pensare.

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La terapia comportamentale

La terapia comportamentale si basa sul presupposto che i problemi emotivi, al pari di un qualsiasi comportamento, siano risposte apprese dall’ambiente e come tali possono essere “disimparati”.

Un comportamento dannoso e autodistruttivo può essere dunque modificato grazie all’apprendimento di un nuovo comportamento più funzionale e salutare. La terapia comportamentale è basata sull’azione e incoraggia la persona ad assumere un ruolo attivo all’interno del processo terapeutico.

Quali sono i benefici della TCC?

Grazie alla TCC imparerai a:

  • distinguere tra pensieri ed emozioni
    Quando proviamo un’emozione il più delle volte non siamo consapevoli dei pensieri che l’accompagnano. Ad esempio potremo sentirci particolarmente tristi dopo aver ricevuto una critica dal nostro superiore o dal nostro insegnante senza essere consapevoli del pensiero sottostante (detto pensiero automatico) a questa emozione: “Non avrò mai quella promozione e non potrò comprarmi una casa” o “Il mio prof. deve pensare che sono stupida.”.
    Grazie alla terapia cognitiva impariamo prima a identificare i pensieri e le emozioni e poi a distinguerli gli uni dalle altre.
  • comprendere come il pensiero influenza le nostre emozioni
    A cosa stavamo pensando prima di diventare tristi? Quando ci ritroviamo a pensare “Non faccio mai la cosa giusta” cosa proviamo? Quando sperimentano emozioni o pensieri negativi poi agiamo in modo costruttivo o ci diamo per vinti?
    Grazie alla TCC imparerai a ripensare alle tue esperienze passate associate ad un cambiamento di umore e a collegarle al comportamento messo in atto in quella situazione.
  • valutare in modo critico la veridicità dei nostri pensieri
    Immaginiamo ad esempio di ricevere una critica dal nostro capo, di avere il pensiero automatico: “Sono un incapace” e di provare tristezza e abbattimento.

    Grazie alla CCT impareremo a valutare in modo critico i nostri pensieri e a considerare quali prove a favore o contro abbiamo a sostegno delle nostre affermazioni (nel caso dell’esempio, quali prove abbiamo della nostra presunta incompetenza).Impareremo quindi a mettere in dubbio i nostri pensieri automatici prendendo in considerazione spiegazioni alternative e conducendo esperimenti comportamentali.Lo scopo non è quello di acquisire un modo di pensare irrealisticamente ottimista bensì di giungere a conclusioni più accurate, logiche e libere da errori di giudizio.
  • a modificare i nostri comportamenti con lo scopo di raggiungere uno stile di vita più positivo e soddisfacente per noi stessi.

In sintesi, la TCC ci aiuta a gestire in modo più funzionale i nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Ci aiuta a mettere in dubbio e a modificare i nostri pensieri disfunzionali e a utilizzare strategie pratiche per modificare il nostro comportamento. Ciò ha come risultato emozioni più funzionali al nostro benessere che, a loro volta, condurranno a pensieri e a comportamenti più sani.

Cosa aspettarsi dalla TCC

La TCC è caratterizzata dai seguenti aspetti:

  • Assessment (valutazione) – Prevede la compilazione di test e questionari che aiutano il terapeuta ad individuare il problema da trattare e a circoscrivere i sintomi che lo caratterizzano. Solitamente la fase di assessment prevede dai 4 ai 5 incontri. Ti potrà essere chiesto di compilare alcuni questionari anche durante il corso della terapia allo scopo di monitorare i progressi raggiunti e di identificare i sintomi che richiedono una maggior attenzione.
  • Psicoeducazione – il terapeuta potrà fornirti materiale scritto (libri, brochures) per aiutarti a comprendere meglio la natura dei tuoi sintomi. Il detto “conoscere è potere” è un caposaldo della TCC! Una chiara comprensione del problema ti aiuterà a liberarti di paure infondate e ad alleviare l’ansia o altre emozioni negative.
  • Stabilire un obiettivo – il terapeuta ti aiuterà a compilare una lista di obiettivi che desideri raggiungere con la psicoterapia (ad esempio superare la timidezza nelle relazioni sociali). Terapeuta e cliente lavoreranno insieme per trovare strategie utili al conseguimento di questi obiettivi.
  • Mettere in pratica le strategie – insieme al terapeuta metterai in pratica le strategie individuate.
  • Compiti a casa – parteciperai attivamente allo svolgimento della psicoterapia. Il terapeuta potrà chiederti di tenere un diario e sarai incoraggiato a mettere in pratica le strategie precedentemente individuate e a riferire i risultato al tuo terapeuta.
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La terapia cognitivo comportamentale di terza generazione

La psicoterapia è un campo in continua evoluzione. Uno degli sviluppi più importanti negli ultimi decenni è rappresentato dalla psicoterapia di terza generazione, un insieme di approcci terapeutici che costituiscono un’evoluzione teorica ed un ampliamento dei concetti base della TCC standard, che vede i sui principi teorici profondamente radicati nel cognitivismo e nel comportamentismo.

Ciò che caratterizza questi nuovi approcci non è più la mera riduzione dei sintomi bensì, ponendo una maggior enfasi sull’aspetto esperienziale, la ricerca di strategie più flessibili ed efficaci utili alla gestione della sofferenza psichica.

Che cosa differenzia la TCC di terza generazione dalla TCC di prima generazione?

Pur finalizzate allo stesso obiettivo, ovvero alleviare la sofferenza psicologica, la TCC di prima generazione e quella di terza generazione si distinguono per principi teorici, focus e tecniche.

TCC di prima generazione TCC di terza generazione
Principio teorico
pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano a vicenda, modificare i pensieri negativi porta ad un cambiamento in emozioni e comportamentiFocus
ristrutturare e modificare di pensieri e comportamenti disfunzionali, individuare e sfidare distorsioni cognitive e pensieri che contribuiscono a mantenere la sofferenza psicologica

Tecniche
tecniche strutturate (es. diario dei pensieri, esperimenti comportamentali) che aiutano la persona a riconoscere e a modificare pattern di pensieri disfunzionali. Enfasi su problem solving e skill building

Principio teorico
nasce con lo scopo di superare i limiti della TCC classica. Enfasi sull’accoglimento dell’esperienza interiore e sulle abilità di mindfulnessFocus
fare spazio a pensieri, emozioni e stati d’animo difficili invece di eliminarli o modificarli, promuovere la flessibilità psicologica, l’apertura alle esperienze e l’azione impegnata, nonostante la sofferenza psicologica

Tecniche
tecniche mirate ad osservare pensieri ed emozioni senza giudicarli, ad imparare a sganciarsi da pattern di pensieri rifunzionali, a sviluppare consapevolezza dell’esperienza interiore e del momento presente

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Quali sono le principali forme di TCC di terza generazione?

Tra le principali forme di TCC di terza generazione vanno ricordate:

  • Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Sviluppata dallo psicologo americano Steven Hayes, si discosta dall’idea che sia necessario modificare e correggere i nostri pensieri per alleviare la sofferenza psicologica. Si concentra invece sull’apprendere nuovi modi di relazionarci con i nostri pensieri in modo che essi abbiano un impatto meno negativo sulla nostra salute fisica e psichica, sul promuovere la flessibilità psicologica e sul comprendere quali i sono i nostri valori personali più autentici.
  • Psicoterapia cognitiva basata sulla Mindfulness (MBCT). E’ una forma di psicoterapia cognitiva che combina abilità di mindfulness e i principi del cognitivismo. Particolarmente indicata per il trattamento della depressione, ha come scopo quello di spezzare il ciclo dei pensieri automatici alla base della sofferenza psicologica concentrando l’attenzione sul momento presente e sull’apprendimento di azioni positive.
  • Dialectical behaviour Therapy (DBT). Inizialmente concepita per il trattamento del disturbo borderline di personalità, si è rivelata efficace anche nel trattamento di depressione, disturbo bipolare e altri disturbi. Alla base di questo approccio vi è l’apprendimento di strategie utili al regolamento delle emozioni, alla gestione dello stress e al mantenimento e al miglioramento delle relazioni interpersonali.
  • Schema Therapy. Questo approccio si focalizza sulla individuazione e sulla comprensione degli schemi, un termine utilizzato per indicare un pattern di pensieri e comportamenti disfunzionali che alimentano la sofferenza psicologica. Gli schemi hanno origine nell’infanzia e si formano quando i bisogni di accudimento, affetto, attenzione e indipendenza del bambino non vengono soddisfatti. Scopo della Schema Therapy è aiutare l’adulto a comprendere le cause e le circostanze alla base di uno schema e aiutarlo a gestire le proprie emozioni e le proprie relazioni interpersonali in modo più funzionale alla sua salute psichica.
    La terapia cognitivo comportamentale è un approccio basato sull’evidenza scientifica ed in continua evoluzione. E’ efficace perché prevede sin da subito il tuo coinvolgimento attivo e il tuo impegno nel ricercare modi efficaci di gestire quegli stili di pensiero, quei comportamenti e quelle emozioni che ti provocano sofferenza.

Se ti riconosci nelle situazioni descritte e cerchi un approccio efficace ed attivo per la gestione di ansia, depressione e di tutte quelle situazioni che ti provocano sofferenza, contattami e prendi appuntamento in studio.

Bibliografia
APA American Psychological Association www.apa.org
J. Beck, Cognitive Therapy: Basics and Beyond, The Guilford Press
D. J. Siegel, The Mindful Therapist, W. W. Norton & Company
s. Hayes, K. Strosahl, K. Wilson, ACT Teoria e pratica dell’Acceptance and Commitment Therapy, Cortina Editore