Il disturbo ossessivo compulsivo: come liberarsi dalle ossessioni

Immagina di essere sulla pensilina della stazione, in attesa del treno che ti porterà in vacanza. Pensi a tutte le attività piacevoli che ti aspettano, a tutti gli amici che stai finalmente per rivedere.

All’improvviso un pensiero: “E se mi buttassi sotto ad un treno?”

E non finisce qui.

Questo pensiero sembra generare una catena di pensieri e dubbi, come in un ciclo infinito da cui non riesci ad uscire:

Non ho nessuna intenzione di morire buttandomi sotto ad un treno, allora perché ho questo pensiero assurdo?
Ma se ce l’ho, vuol dire che questo pensiero è per forza vero, giusto?
Quindi significa che in realtà io voglio morire?

Ora l’idea della bella vacanza che ti aspetta è sepolta sotto questa valanga di pensieri ( in psicologia si chiamano pensieri intrusivi).

Magari nello scenario migliore deciderai di prendere lo stesso quel treno e di andare in vacanza, ignorando ed evitando quei pensieri per un po’.O nello scenario peggiore, ti allontanerai subito dai binari, inventerai una scusa con i tuoi amici e rinuncerai alla vacanza.

Oppure immagina una neo mamma. Ha appena avuto un bambino ed è felice. È una madre affettuosa che ama il suo bambino e glielo dimostra ogni giorno prendendosi cura di lui.

Eppure un giorno ecco che arriva un’immagine: “E se facessi del male al mio bambino?

Quando le si presenta alla mente questa immagine, comincia a pensare che questa è la dimostrazione inconfutabile che lei vuole davvero fare del male a suo figlio, che quindi è una pessima madre, che è una persona orribile, che il bambino è in pericolo e che forse è meglio che lei lo allontani per sempre.

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Come liberarsi dalle ossessioni

Che cosa succede quando cadiamo nella trappola dei pensieri ossessivi?

Il più delle volte evitiamo di fare cose a cui teniamo (tipo la vacanza con gli amici) oppure cerchiamo continue rassicurazioni che in qualche modo ci tranquillizzino e che ci dimostrino che noi non siamo le cose che dicono quei pensieri (questi comportamenti sono detti compulsioni).

Ripensa alla neo mamma.

Spaventata dal pensiero di far male a suo figlio comincerà a ricercare ripetutamente prove che in realtà è una buona madre che ama suo figlio: controllando e ricontrollando che il bambino non abbia lividi o ferite, chiedendo rassicurazioni a familiari e amici, ripetendo mentalmente infinite volte “Amo mio figlio e non gli farò del male”, e infine evitando di stare vicino al proprio figlio se non in compagnia di altre persone.

Tuttavia questa ricerca di prove e rassicurazioni ottiene esattamente l’effetto contrario: la nostra mamma sarà ancora più convinta di essere un pericolo per il proprio figlio!

Ma allora se tutte le strategie che mettiamo in atto sono controproducenti e ci fanno stare peggio, come uscire dalla trappola?

Imparando nuovi modi di relazionarci alla nostra esperienza interna, fatta di pensieri, immagini e sensazioni fisiche.

Imparando a conoscere e riconoscere la nostra esperienza interiore (pensieri, immagini, sensazioni fisiche), a fidarci di essa e a starci a contatto senza giudicarla e senza reagire in modo automatico ad essa

Imparando nuovi modi per regolare la nostra attivazione senza più ricorrere alle compulsioni e nuovi modi di gestire le situazioni temute senza più ricorrere all’evitamento.

Prova a pensare che cosa accadrebbe se la nostra madre tutte le volte che immagina di fare male al proprio figlio provasse ad accogliere questa immagine senza allontanarla con le compulsioni.

Certo, all’inizio le sembrerebbe difficile e spaventoso e la tentazione di mettere in atto la compulsione sarebbe fortissima. Ma immagina che lei perseveri e alla fine ci riesca.

Che cosa cambierebbe?

Scoprirebbe che quelle paure e quell’ansia che le ossessioni scatenano in noi in realtà sono solo pensieri e come tali del tutto innocui e tornerebbe quindi ad occuparsi di suo figlio con gioia e serenità.

E questo è il primo passo perliberarci dalle ossessioni.

Se ti riconosci nelle situazioni descritte, contattami e prendi appuntamento. Dalle ossessioni si può uscire!

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Ma…se controllare o evitare i pensieri non funziona, allora qual è la soluzione?

Bene, immagina ora che per stare meglio di salute tu debba perdere peso.

Tutte le volte che ti guardi allo specchio, la tua mente ti dice: “Guarda come sei grassa! Che orrore! Fai schifo!”.

Non esattamente pensieri che incoraggiano a cambiare le tue abitudini, fare attività fisica o tutte quelle azioni che ti aiutano a raggiungere gli obiettivi che ti stanno a cuore, non credi?

Quasi mai i pensieri che ci mortificano e ci giudicano ci spingono ad intraprendere un’azione utile per noi. Anzi, il più delle volte ci fanno sentire in colpa, stressati, depressi o ansiosi.

Invece che venire agganciati da questi pensieri e lasciare che ti trascinino con loro verso scenari catastrofici prova invece a chiederti:

Questo pensiero mi è utile a ottenere ciò che desidero veramente per me?

E se gli credo, che cosa ottengo?

Due semplici domande che ribaltano completamente la prospettiva!

Perché non è tanto importante che un pensiero sia vero o no, la cosa importante è chiedersi se ci è utile (oppure no).

Vuoi imparare a gestire i tuoi pensieri negativi e concentrare la tua attenzione su ciò che davvero ti sta a cuore?

Bene, perché è quello che posso aiutarti a fare!

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